LO SPREAD TRADING

Lo Spread Trading, noto anche con la denominazione di pair trading è una tecnica un tempo di esclusivo appannaggio degli hedge fund che la utilizzano per svariati fini primo tra i quali quello di realizzare portafogli bilanciati long e short su azioni, futures, commodities e anche valute.

Questa tecnica, ora alla portata di tutti, opportunamente utilizzata risulta essere Market neutral, cioè consente di avere una esposizione sostanzialmente neutrale rispetto all’andamento del mercato. Dunque se imposto una strategia di spread trading posso guadagnare indipendentemente dal fatto che il mercato salga o scenda come invece succede con l’operatività tradizionale dove è necessario che il mercato si muova nella direzione della posizione che ho aperto: se ho acquistato per realizzare un guadagno il mercato deve necessariamente salire! Vale ovviamente il viceversa se ho venduto allo scoperto, la cosiddetta operatività short, dove per portare a casa un utile ho necessità che il mercato scenda.

Nella forma più elementare lo spread o pair trading si pone in essere con  l’acquisto (long) di uno strumento finanziario e la contemporanea vendita (short) di un altro strumento che necessariamente deve essere correlato al primo. Non è compito di questo articolo scendere in tecnicismi quindi sul concetto di correlazione basti sapere che gli strumenti scelti devono in qualche modo avere un andamento simile e questo normalmente succede quando scelgo azioni dello stesso settore (il caso di scuola era costituito da Generali e Alleanza, prima del delisting di quest’ultima).

Ovviamente anche il dimensionamento della posizione riveste un ruolo importante.

Dalle Strategie Direzionali allo Spread Trading

Forse già saprai che sono stato uno dei primi a parlare in Italia di questa tecnica, tanto che risale all’anno 2006 il libro scritto a quattro mani con l’Ing. Franco Ellena dal titolo “Dalle Strategie Direzionali allo Spread Trading” edito da Training Library e ormai esaurito da tempo.

L’idea da cui partire per impostare una operazione di questo tipo, come dicevo, è quella di scegliere due titoli appartenenti allo stesso settore. Il motivo è piuttosto intuitivo: se opportunamente scelti questi titoli avranno un andamento simile, cioè si muoveranno nella stessa direzione del settore di appartenenza. Prendendo un esempio molto calzante nel periodo che stiamo attraversando, se avessi scelto due titoli bancari è evidente che entrambi avrebbero sotto-performato l’indice di riferimento, così come ha fatto il settore di appartenenza, Ciò nonostante avrei comunque potuto realizzare un guadagno anche consistente se mi fossi posizionato long su quel titolo, tra i bancari, che mostrava una forza relativa superiore ad un suo consimile sul quale, ovviamente, avrei dovuto posizionarmi short.

Per fare subito un esempio, supponiamo che la scelta di Genius, un fantasioso amico trader, sia ricaduta su un titolo come Banca Popolare di Milano (simbolo PMI). E’ il 21 luglio 2015 e decide di acquistare questa azione perché sta per rompere il massimo precedente e ritiene che abbia un buon potenziale di crescita. Genius entra long su 5.025 azioni PMI al prezzo di chiusura di 0,995 per un controvalore di 5.000 euro.

Spread Trading pmi

Il punto di entrata è evidenziato in giallo nel grafico e contrassegnato dalla freccia.

Una vera e propria disfatta, il titolo da quel momento ha avviato un trend discendente che ha portato la quotazione a chiudere il giorno 8 agosto 2016 sul valore di 0,400. Genius ha praticamente più che dimezzato il suo capitale. I conti sono presto fatti (0,995 – 0,400) * 5025 = 2.989 euro di perdita.

Nel suo infinito amore per il titolo, Genius era riuscito a convincere anche il suo collega trader, Prudentius, ad acquistare Banca Popolare di Milano lo stesso giorno,  per la medesima quantità. Ma Prudentius, con un nome così non poteva fare altrimenti, ha preferito “coprire” il suo portafoglio aprendo contestualmente uno short su Banca Monte Paschi di Siena, che quel giorno quotava 5,188, sulla quale circolavano le prime voci di difficoltà e che mostrava una forza relativa inferiore a PMI.

Dunque la posizione di Prudentius al 21 luglio 2015 era la seguente: long 5025 azioni PMI ad un prezzo di carico di 0,995; short 963 azioni BMPS al prezzo di 5,188.

Un classico esempio di operatività in spread.

Se ora guardiamo il grafico di BMPS notiamo che anche questo titolo è sceso , alla pari di tutto il settore bancario, e il giorno 8 agosto 2016 ha chiuso a 0,243.

Spread Trading bmps

Quindi Prudentius si trova ad avere subito una perdita su PMI pari a circa 3.000 euro, così come il suo amico Genius, ma ha sicuramente realizzato un guadagno dalla vendita short di BMPS pari a (5,188 – 0,243) * 963 = 4.762 euro.

Dunque la posizione netta del portafoglio di Prudentius è di 4.762 – 2.989 = 1.773 euro. Ebbene si, Prudentius, nonostante entrambi i titoli siano scesi in modo pesante, ha realizzato un guadagno considerevole pari a circa il 17% del controvalore investito.

Il tutto, naturalmente, può essere anche esposto graficamente:

Spread Trading

Nel riquadro in colore blu possiamo vedere l’andamento dello spread, cioè il nostro titolo sintetico ottenuto dalla posizione long su PMI e short su BMPS. Come si vede l’andamento nel lungo termine è rialzista mentre quella dei singoli titoli è ribassista.

Naturalmente il guadagno realizzato da Prudentius non è proprio di 1.773 euro, perché da tale somma devono essere detratte le spese sostenute. Se le commissioni di negoziazione hanno una incidenza irrisoria altrettanto non può dirsi degli interessi che normalmente si pagano per mantenere short overnight un titolo e che variano come è ovvio da un broker all’altro. In ogni caso, anche se prendiamo prendiamo come tasso di riferimento quello del 4% annuo sul controvalore investito, applicato da un noto broker, abbiamo che Prudentius ha dovuto pagare poco più di 200 euro per il prestito del titolo BMPS. Infine devono essere fatti gli opportuni aggiustamenti sui dividendi eventualmente pagati dai due titoli perché sul titolo acquistato il dividendo viene incassato mentre sul titolo venduto (short) il dividendo viene addebitato.

Se togliamo dal guadagno complessivo i 200 euro pagati per gli interessi e le altre spese e arrotondiamo il ricavo netto dell’operazione di Prudentius è stato pari a 1.500 euro che su un controvalore totale investito di 10.000 euro è pari al 15%.

Direi niente male.

Utilizzare questa tecnica, in un modo elementare come quello che abbiamo appena visto, significa sfruttare a proprio vantaggio le relazioni esistenti fra due titoli dello stesso settore, acquistando il titolo che mostra la migliore forza relativa e vendendo contemporaneamente quello più debole, allo scopo di realizzare un guadagno dalla differenza di performance dei due titoli.

Il vantaggio innegabile è quello di avere una esposizione sul mercato in qualche modo bilanciata long e short su una coppia di strumenti (in questo caso azioni, ma lo stesso discorso vale sulle commodities, futures, valute etc) il cui andamento dovrebbe essere simile.

Ma allora è così semplice utilizzare questa tecnica? Ovviamente no, se la coppia è scelta in modo errato o se il posizionamento long e short non è fatto in modo opportuno posso rischiare di subire perdite su entrambi i lati dello spread.

E’ dunque di estrema importanza avere un metodo per selezionare i titoli e seguirlo rigorosamente.

Quello mostrato vuole essere solo un caso di scuola ed è chiaro che le posizioni non devono necessariamente essere tenute aperte per un periodo così prolungato. Alcune delle tecniche adottate da me e dall’amico Michele Bogliardi che puoi trovare qui sono molto più sofisticate di quella illustrata in queste poche righe e le posizioni vengono normalmente aperte e chiuse nell’arco di uno o due giorni.

Ma quello di cui ti ho parlato è sicuramente un buon punto di partenza per una gestione oculata del proprio portafoglio.

In definitiva, quale che sia la tecnica adottata, il valore aggiunto in questo caso è quello di poter realizzare un guadagno indipendentemente dalla direzione del mercato. E’ ovvio che, le performances variano in relazione al capitale investito, e quel che maggiormente si rileva è proprio la possibilità di ridurre in modo drastico la volatilità e il rischio del proprio portafoglio.

Bruno Moltrasio

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