Stop loss: istruzioni per l’uso

Parliamo di un argomento molto importante: lo stop loss.

Per chi non ne ha mai sentito parlare, lo Stop loss letteralmente significa “limite alla perdita” perciò dire ho messo lo stop loss su questo livello vuol dire che quando i prezzi avranno raggiunto quel livello chiuderò la mia posizione in perdita.

Quindi lo stop loss è l’opposto del target che si ha quando l’operazione viene chiusa in guadagno su un certo livello di prezzo.

Detta in termini più tecnici, però, lo stop loss è la massima perdita che il trader decide di subire dall’operazione se questa non va nella direzione voluta.

Compro 1000 ENI a 7 euro per venderle a 8 euro ma se il prezzo del titolo scende anziché salire chiuderò la mia operazione quando raggiungerà (ad esempio) 6 euro.

Il numero delle azioni moltiplicato l’ampiezza dello stop loss servirà a quantificare la perdita. Così nell’esempio precedente se ho comprato 100 azioni di ENI a 7 euro e le chiudo in stop loss a 6 euro avrò perso 100 euro. Per i future e nel forex il calcolo è un po’ più complesso perché entra in gioco anche il valore del punto ma affronteremo questo argomento più avanti.

Quindi è subito chiaro che lo stop loss assume un ruolo importante nel calcolo del rischio/rendimento dell’operazione: definire l’ampiezza dello stop loss è infatti importante per valutare il profilo di rischio dell’operazione che si ottiene rapportando la massima perdita al potenziale profitto del trade.

Lo stop loss è così importante che quando ho frequentato un Master di Analisi tecnica agli inizi della mia “carriera” di trader, nessuno me ne ha parlato!!! Se ci ripenso questo ha dell’incredibile.

Bene, chiarito per i neofiti il concetto di stop loss, parliamone ora a ruota libera riservando gli aspetti tecnici a futuri post.

Se sei nuovo nel trading e pensi che impostare uno stop loss sia cosa semplice ti assicuro che stai prendendo un granchio.

Indipendentemente dal metodo che decidi di utilizzare per posizionare il tuo stop loss, ci sono un po’ di cose che devi verificare prima di posizionare uno stop loss.

Lo stop loss deve essere anzitutto sostenibile; il che vuol dire che il profilo di rischio definito dallo stop loss deve rispettare certe caratteristiche. Per semplificare possiamo dire che il rischio è sostenibile se la perdita non intacca in modo significativo il capitale che hai a disposizione per il trading.

Ci sono diversi sistemi e molte formule per calcolare la sostenibilità di uno stop loss; le abbiamo analizzate e racchiuse in un apposito corso che abbiamo chiamato non a caso “Proteggi il tuo capitale”, dove abbiamo parlato anche della Martingala dimostrando che si tratta di un sistema che porta necessariamente alla rovina (e potrei farti nomi e cognomi di trader che ne proclamavano l’efficacia… e si sono puntualmente schiantati azzerando il conto). Se ti interessa approfondire l’argomento puoi chiederci informazioni cliccando qui

In linea di massima può dirsi accettabile uno stop loss sulla singola operazione che non ecceda la fascia compresa tra l’1% e il 2% del proprio capitale; a condizione, ovviamente, di avere una strategia di trading di una certa efficacia.

Ci sono anche correnti di pensiero diverse ovviamente, ed è giusto che lo sappiate. Nella nostra esperienza (oltre 20 anni di trading con migliaia e migliaia di eseguiti alle spalle possiamo assicurarvi che restare nella fascia dell’1-2% è il modo migliore per preservare il proprio capitale.

Non basta però che lo stop loss sia “sostenibile”ma come ci piace dire deve anche essere “intelligente”, cioè deve essere posizionato in punti strategici del grafico.

A grandi linee possiamo affermare che lo stop loss va posizionato sotto (per operazioni long) o sopra (per operazioni short) punti importanti livelli di supporto o di resistenza di prezzo o volumetrici.

Un consiglio operativo è quello di non posizionare lo stop esattamente sotto o sopra questi livelli; ricordati di lasciare sempre un po’ di respiro ai prezzi: cioè detto in termini più semplici, lasciare un po’ di spazio tra il massimo o il minimo precedente e il proprio livello di stop loss perché spesso questi livelli vengono “sporcati” dai prezzi (c.d. false rotture) per il noto fenomeno della “caccia agli stop” (se non ti è noto non preoccuparti perché te lo spiegherò presto in un prossimo post).

Se ti accorgi che il livello dove devi posizionare lo stop ti costringe a subire una perdita troppo elevata per il tuo capitale hai due soluzioni: o riduci la size in modo che il rischio rientri nei parametri che ti sei prefissato; oppure semplicemente non fai l’operazione (non te l’ha ordinato il medico di andare per forza a mercato).

In questi casi l’errore più comune che viene fatto, invece, è quello di ridurre l’ampiezza dello stop loss con il risultato di posizionarlo senza alcuna logica protettiva in punti dove viene spazzato via inesorabilmente.

Un’altra considerazione che devi necessariamente fare quando posizioni lo stop loss è quella di accettare con serenità la perdita che questo potrebbe procurarti.

In altre parole la raccomandazione è quella di non impostare uno stop loss che non ti faccia sentire a tuo agio una volta aperta l’operazione, con l’ovvia conseguenza che appena il trade non va nella direzione voluta comincerai ad essere assalito dall’ansia.

Queste situazioni si concludono sempre con due scenari entrambi deleteri per il trader:

  1. Chiudi gli occhi (ma continui ad essere in ansia) fino a quando lo stop loss viene colpito. Hai eroso il tuo capitale in modo importante e se anche così non fosse hai vissuto il trade con ansia e stress la qual cosa, alla lunga, ti distrugge psicologicamente.
  2. Al posto di chiudere gli occhi chiudi anticipatamente il trade, prima cioè che lo stop loss iniziale venga effettivamente raggiunto ( per poi vedere i prezzi andare nella direzione voluta per la nota legge di Murphy che è fondamentale conoscere se vuoi fare trading con successo).

La legge di Murphy, che riassume un fatto storico-statistico ben noto fra i trader dice più o meno così: se qualcosa può andare male, lo farà. Nel peggior modo possibile. Per ora credimi sulla parola, torneremo a parlarne … vedi quante cose bisogna sapere per fare trading

Insomma, tornando al nostro stop loss, senza la pretesa di aver trattato tutti gli aspetti di questo importante strumento a disposizione del trader, seguendo queste poche ma fondamentali regole ti sarà possibile evitare quelli che in massima parte sono gli errori più comuni che commette il trader alle prime armi nel posizionamento dello stop loss.

Per concludere un ultimo avvertimento, forse il più importante: una volta impostato lo stop loss non c’è errore più grande che tu possa fare se non quello di spostarlo, o peggio ancora, di toglierlo.

E’, questo, il miglior modo per vedere distrutto in poco tempo il tuo capitale di trading.

Stay tuned