CFD è l’acronimo dall’inglese Contract for Difference, ovvero Contratto per Differenza. Un CFD è un tipo di contratto in base al quale viene scambiata la differenza di valore di un certo titolo o sottostante, maturata tra il momento di apertura della posizione e la successiva chiusura.

Benché la definizione che ne danno gli stessi Broker che consentono di negoziarli possa sembrare complicata, in realtà fare Trading con i CFD equivale né più né meno ad operare con gli strumenti sottostanti che i CFD rappresentano.

Acquistare 1000 azioni Eni a 17.03 o acquistare 1000 CFD su ENI  a 17.03 è la stessa identica cosa. Se vendo l’uno o l’altro a 17,33, avrò realizzato il medesimo guadagno, ovvero 30 centesimi * 1000 azioni = 300 € di profitto, come vediamo nella tabella che segue:

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Ovviamente, come chiarito nella tabella di esempio, se il titolo non va nella direzione sperata subirò una perdita.

In proposito, va chiarito che i CFD sono un prodotto a leva (come peraltro lo sono i Futures) e che la leva comporta sia benefici, perché è sufficiente un deposito minimo per avere una esposizione maggiore sul mercato rispetto al capitale impiegato nella operazione, che rischi, dal momento che come vengono “moltiplicati” i guadagni, così possono essere moltiplicate anche le perdite (in base alla leva).

Rischio che, d’altra parte, può essere evitato utilizzando accuratamente uno stop loss iniziale, ovvero stabilendo a priori quale sia il livello di massima perdita sostenibile nella operazione e chiudendo il trade qualora tale livello venga raggiunto.

I CFD dunque replicano esattamente il prezzo del mercato sottostante. Questo implica il fatto che, acquistando il CFD su Fiat come nell’esempio precedente, non si possiede il titolo sottostante ma il relativo CFD. L’unica differenza pratica è che non potrò partecipare alla assemblea dei soci di Fiat…ma credo nessun trader sia interessato a questo aspetto.

Vediamo allora come funzionano i CFD

Il broker consente anche di tenere sotto controllo tutta una serie di mercati da noi scelti e messi in una lista in un’unica schermata dalla quale poter direttamente comprare o vendere, come vediamo nell’esempio sotto riportato, cliccando nell’apposita casella.

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(Immagine cortesia di IG)

Il prezzo del CFD, dunque, è stabilito dal broker che si basa, come detto, sul prezzo che in quel determinato momento viene fatto registrare dal mercato sottostante.

Se penso che ENI, titolo sul quale ho deciso di operare con il CFD, possa salire, dovrò acquistare (andare long). Viceversa se ritengo che ENI possa scendere dovrò vendere il CFD (cioé andare short). Raggiunto il profitto che intendo perseguire, e che dovrò stabilire necessariamente prima di aprire la posizione, chiuderò l’operazione

Poiché, peraltro, le operazioni non sempre vanno nella direzione voluta, è importante posizionare uno stop loss, come detto, in modo da proteggere sempre il proprio capitale da perdite irragionevoli.