Trading con i Volumi, tutto quello che devi sapere.

I Volumi di scambio, questi sconosciuti.

Ti sei imbattuto in qualche sito che parla di volumi di borsa, vorresti saperne di più ma non trovi le informazioni che ti interessano? Tranquillo, in questo articolo ti spiegherò come funziona il trading con i volumi di scambio e vedremo insieme come puoi  analizzare e sfruttare i volumi per migliorare le performances del tuo trading online.

Se l’argomento sarà di tuo interesse, in un prossimo articolo ti spiegherò come interpretare i principali indicatori di volume di analisi tecnica che trovi sulle migliori piattaforme di trading come NinjaTraderProrealtime, TradingView, Sierra Chart, MT4

Devi sapere che negli ultimi anni la tecnologia ha reso disponibili nuovi indicatori di volume dando a tutti la possibilità di migliorare l’analisi di quel che accade sul mercato per capire cosa stanno facendo le c.d “Mani Forti”, vale a dire se stanno comprando o vendendo e semplicemente replicare nel nostro piccolo le loro operazioni che hanno u na elevata probabilità di successo.

Le Mani Forti: chi sono e come operano.

Le mani forti sono operatori istituzionali che hanno una grande potenza di fuoco, una metafora per dire che dispongono di capitali molto elevati con i quali possono influire sulla direzione dei mercati finanziari, sia che si tratti di azioni, obbligazioni, futures e così via.

Non devi però confondere le “mani forti” con i “market maker”. Questi ultimi sono sempre operatori istituzionali che tuttavia non speculano sulla direzione del mercato ma hanno l’obbligo di fornire liquidità ad uno o più strumenti finanziari. In genere puoi distinguerli sul book di negoziazione perché sono presenti in denaro o in lettera con quantità piuttosto elevate e in genere fisse e muovono i loro ordini seguendo quelli che sono i movimenti del mercato garantendo in tal modo costantemente la liquidità del mercato.

Le mani forti, invece, sono operatori molto attivi sul mercato, che speculano sul prezzo e sul movimento dei vari strumenti finanziari Disponendo di capitali molto elevati questi operatori esercitano con i loro ordinativi una grande influenza sui movimenti del mercato alimentando in modo considerevole gli scambi su un determinato strumento

A differenza del piccolo trader, questi operatori dispongono di notizie riservate che possono anche derivare da analisi approfondite macroeconomiche o dall’esame dei dati societari che consentono loro di posizionarsi sul mercato con elevate probabilità di successo. Inoltre dispongono di tecnologie molto avanzate che consentono loro di avere una esecuzione molto rapida sul mercato

Sapere in anteprima come si muoveranno le mani forti è praticamente impossibile (salvo non disporre delle loro informazioni e della loro tecnologia) e difficilmente riuscirai a capire quali sono i loro intendimenti, tuttavia proprio perché muovono elevate quantità di volumi è possibile seguire le tracce che lasciano sui mercati in modo da “replicare” la loro operatività ed ottenere performances di tutto rispetto grazie ad un trading ad elevate probabilità di successo.

Il grande Joe Ross paragonava questi operatori agli squali dei mari tropicali che quando fanno a brandelli gli altri pesci per cibarsene lasciano inevitabilmente dei brandelli (tracce) di cui si cibano altri pesci, le remore, che vivono quasi in simbiosi con loro lasciandosi trasportare attaccati con la ventosa dorsale. In questo modo le remore possono facilmente nutrirsi degli avanzi di cibo lasciati dagli squali.

Allo stesso modo noi trader retail possiamo identificare e seguire le tracce lasciate sul mercato dalla operatività degli istituzionali con appositi indicatori per replicare le loro operazioni; sarà quindi piuttosto semplice comprare quando le mani forti acquistano e vendere quando le mani forti vendono ottenendo in tal modo un trading con elevate probabilità di successo.

Vediamo allora con quali indicatori possiamo individuare le tracce lasciate dalle mani forti in modo da poter replicare la loro operatività.

Gli Indicatori di Volume

Come dicevo la tecnologia degli ultimi anni, l’evoluzione della banda internet capace di trasportare in tempo reale una notevole mole di dati,  ha reso possibile far pervenire sulle piattaforme retail dati professionali molto precisi, splittati per bid e ask (vendite e acquisti) sulla base  dei quali sono stati realizzati realizzare nuovi indicatori che se ben interpretati sono in grado di rilevare con molta accuratezza  l’attività delle mani forti.
Passiamo in rassegna:

Il Delta Volume questo indicatore rappresenta la differenza tra i volumi acquistati e quelli venduti su un singolo livello di prezzo o su una determinata barra o candela e ti consente di capire se è maggiore la pressione degli acquirenti rispetto a quella dei venditori o viceversa;

il Cumulative Delta Chart che restituisce sul grafico la sommatoria del delta di ciascuna barra ed è molto utile per individuare eventuali divergenze con il prezzo, assorbimenti o distribuzioni che danno generalmente luogo a trend importanti;

Il Volume Profile, che è figlio del Market Profile di Peter Steidlmayer che ti consente di avere sempre sotto controllo la somma dei contratti scambiati per ciascun livello di prezzo. In particolare del Volume Profile assumono molta importanza il PVP o POC (Peak Volume at Price o Point of Control del vecchio Market Profile) e la Value Area, che rappresenta il 68% degli ascambi avvenuti in un determinato lasso temporale. La Value Area è delimitata da due livelli uno inferiore, detta VAb o VAl (Value area bottom o value rea low) e VAh o VAt (value area top o vale area high) che rappresentano livelli di supporto e resistenza spesso sentiti dal mercato;

il VWAP, ovvero il “volume weighted average price” uno strumento di analisi tecnica utilizzato anche dagli istituzionali che calcola il prezzo medio ponderato per i volumi di scambio dello strumento preso in considerazione. Anche inq uesto caso è possibile utilizzare il VWAP come supporto o resistenza.

Devi sapere che il Delta Volume e il Cumulative Delta sono disponibili solo da pochi anni sulle piattaforme retail perché per la loro costruzione è necessario disporre di dati molto accurati che separino gli acquisti fatti sulla lettera (ask)  dalle vendite fatte suldenaro (bid). La spiegazione è molto semplice, visto che il delta che rappresentano i due indicatori è dato proprio dalla differenza degli scambi effettuati sul denaro e sulla lettera.

Per i meno esperti chiarisco subito che denaro o bid è il prezzo al quale il compratore è disposto ad acquistare un determinato strumento finanziario mentre per converso la lettera o ask è il prezzo al quale il venditore è disposto a venderlo

Ora che abbiamo chiarito i termini essenziali, cominciamo subito perché ci sono molte cose che devi sapere sui volumi di scambio. Tutto quello che devi fare è prenderti cinque minuti di tempo libero, seguire le indicazioni di questa guida al trading con i volumi e imparare come mettere in pratica i consigli che sto per darti.

Tutto chiaro? Bene, allora possiamo iniziare.

Volumi di scambio: definizione.

Vediamo anzitutto di dare una definizione appropriata.

I Volumi di scambio o Volumi di Borsa sono il numero delle transazioni effettuate durante un certo periodo di tempo su un determinato strumento finanziario. Per una definizione più approfondita puoi anche consultare il glossario di Borsa Italiana

I volumi devono essere analizzati insieme ai prezzi e per questo vengono rappresentati con un istogramma posizionato in corrispondenza della barra cui si riferiscono.

Perché è così importante analizzare i volumi di un determinato sottostante e non è sufficiente osservare il prezzo? Molto semplice, la risposta è che prezzo e volumi vanno sempre a braccetto.

Devi sapere che una delle regole elementari dell’analisi tecnica è che un trend per essere “sano” deve sempre essere sostenuto dai volumi. D’altra parte è piuttosto intuitivo visto che sono proprio i volumi di scambio a muovere i mercati. Prova a pensarci, cosa succederebbe se nessuno volesse comprare e nessuno fosse disposto a vendere? Esatto, il mercato resterebbe immobile!

Quindi devi sempre pensare ai mercati finanziari come ad un’asta su un determinato strumento: se il prezzo al quale quel determinato titolo viene offerto è appetibile ci saranno molti compratori che saranno disposti ad acquistarlo a prezzi sempre maggiori; in quel caso i venditori , sapendo che il titolo che desiderano vendere è molto richiesto, tenderanno ad offrirlo ad un prezzo sempre più alto.

Ecco spiegato il motivo per cui un titolo in un certo momento storico stabilisce una tendenza, un trend rialzista che porta le sue quotazioni ad un valore via via maggiore.

Vale il viceversa, ovviamente, in caso di ribasso. Il titolo non desterà l’interesse  dei compratori e i venditori che vogliono disfarsi di quel sottostante lo offriranno a prezzi sempre più bassi pur di venderlo facendo in modo che il titolo veda le sue quotazioni scendere sempre di più mettendo in atto un trend ribassista.

In questi casi la partecipazione degli operatori di borsa ai movimenti del titolo è sempre molto alta e questo si traduce in un elevato volume di scambio sul mercato di riferimento.

Questo fenomeno può essere osservato andando a misurare gli istogrammi che vengono rappresentati sotto al grafico del prezzo di un determinato sottostante.

Ed è proprio questo metodo che ci consente di verificare l’andamento dei volumi in relazione al movimento dei prezzi.

volumi di scambio istogramma Nella figura qui sopra puoi appunto vedere il grafico dei prezzi rappresentato col sistema a candele giapponesi (candlestick)  nella parte alta del grafico e subito sotto in blu gli istogrammi dei volumi che rappresentano le unità scambiate su quel titolo (numero di contratti) su ogni candela. A sua volta la candela è rappresentativa di una unità di tempo (daily, settimanale, mensile o anche intraday, 5 minuti, 30, 60 e così via)

 

Come analizzare e interpretare i volumi

Il metodo classico più conosciuto  per analizzare e interpretare i volumi di scambio, è sicuramente quello che troviamo descritto in un buon manuale di analisi tecnica come “Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari” il celeberrimo libro di John Murphy.

Secondo l’analisi tecnica classica, come ti ho anticipato, un trend, ovvero una fase di mercato molto direzionale, al rialzo o al ribasso, deve essere sostenuto dai volumi. Mi spiego meglio: in un trend rialzista i volumi devono essere sostenuti nelle fasi di rialzo. Essi devono invece diminuire nelle fasi di correzione, cioè devono decrescere quando il prezzo diminuisce e si avvicina ai minimi.

volumi di scambio in un up trend

Questo succede perché, in base ai meccanismi che ti ho spiegato sopra, quando c’è molto interesse ad acquistare un titolo vedrai molta partecipazione degli operatori di mercato nelle fasi rialziste; questo significa che molti acquirenti saranno disposti a comprare il titolo a prezzi sempre più alti mentre in quelle di ribasso (che si definiscono “correzioni” ci saranno pochi venditori disposti a disfarsi del titolo a prezzi sempre più bassi.

Viceversa nei trend ribassisti i volumi di scambio devono essere sostenuti nelle fasi di discesa dei prezzi. Devono invece diminuire quando il prezzo rimbalza e si avvicina ai massimi.

volumi di scambio in un down trend 

Il trend, sia al rialzo che a ribasso, è sano fino a che viene mantenuto questo rapporto fra il prezzo e i volumi. In questo caso puoi pensare che il trend in essere prosegua la sua direzione di marcia.

Devi sapere che su questi presupposti sono stati anche realizzati diversi pattern di prezzo. Un pattern di prezzo è una configurazione grafica ricorrente che possiamo identificare sul mercato  e che in presenza di determinati presupposti porterà certe conseguenze con una buona dose di probabilità.

Uno di questi pattern di brevissimo termine che mette in relazione prezzi e volumi ad esempio è il Key buy messo a punto da due trader di tutto rispetto come Oliver Velez e Greg Capra; te ne parlerò sicuramente  in un prossimo articolo.

Torniamo alla concezione classica dei volumi di scambio.

Ovviamente sono passati molti anni da quando Murphy scrisse questo libro e molte cose sono cambiate sui mercati. Pensa solo agli HFT (High Frequency Trading), transazioni spesso molto veloci guidate da algoritmi matematici in grado di pesare sui volumi complessivamente scambiati nell’arco di una sessione di trading.

E’ quindi chiaro che il metodo classico sui volumi non sia più sufficiente per analizzare e comprendere i movimenti del mercato.

Volumi di scambio: perché sono così importanti?

Prima di proseguire voglio tornare a spiegarti bene perché i volumi di scambio sono così importanti per capire la forza di un trend  e comprendere i movimenti del mercato.

Il concetto è molto semplice: i prezzi si muovono in base alla dinamica della domanda e dell’offerta. Il prezzo sale se la domanda supera l’offerta. Viceversa il prezzo scende se l’offerta è maggiore della richiesta.

Semplice, vero?

Questo è vero per qualunque bene, un immobile, un’auto, un gioiello o una commodities. Pensa ad esempio al petrolio che condiziona il prezzo della benzina. Se le scorte di petrolio aumentano, cresce l’offerta di greggio e il prezzo della benzina, a parità di richiesta, diminuisce (o, almeno, dovrebbe diminuire e, qui, risparmio i commenti).
Nel trading, dunque, se gli acquisti sono maggiori delle vendite il prezzo dello strumento finanziario sale mentre, nel caso contrario, il prezzo scende.
Ecco perché i volumi di scambio hanno un ruolo così importante nella analisi di uno strumento finanziario. Sono i volumi a muovere i mercati.

Volumi in acquisto e volumi in vendita: come distinguerli?

Se hai seguito bene quello che ho detto ti starai sicuramente chiedendo come puoi fare a distinguere i volumi in acquisto da quelli in vendita e, soprattutto, se gli acquirenti sono maggiori dei venditori.

Un conto infatti è osservare un grafico già formato e capire a posteriori che il prezzo è salito perché gli acquisti sono stati maggiori delle vendite. Un altro conto è capire, in base ai volumi di scambio, se il prezzo potrà salire o scendere prima che questo succeda. Per capirlo devi osservare cosa succede in quella che è una vera e propria asta sul prezzo tra acquirenti e venditori.

Il metodo classico in questo caso è insufficiente per comprendere a fondo le dinamiche dei volumi.

Il book di negoziazione

Per rispondere al problema che ti sei posto dobbiamo fare un passo avanti e parlare del book di negoziazione. Nel trading online le proposte di acquisto e di vendita vengono rappresentate in forma elettronica con uno strumento grafico detto ”book” che puoi vedere nella figura che segue.

volumi di scambio nel book verticale

Naturalmente ogni broker dispone del suo book e quello che vedi è solo un esempio (la piattaforma è quella di Ninjatrader) e viene chiamato book verticale.

In questo book verticale trovi le proposte di acquisto nella colonna di sinistra di colore verde; mentre le proposte di vendita sono nella colonna di destra di colore rosa. Devi fare molta attenzione perché quelle che vedi nel book sono solo proposte (con le relative quantità) per ogni livello di prezzo e non devi confonderle con i volumi scambiati.

I volumi di scambio si realizzano solo quando  avviene uno scambio sul mercato, ovvero quando un acquirente compra un certo numero di pezzi al prezzo offerto dal venditore e viceversa. Le quantità comprate o vendute rappresentano il totale dei volumi scambiati nella data unità di tempo e vengono cumulate in quel famoso istogramma di cui ti ho parlato sopra.

Ti starai sicuramente chiedendo come puoi sapere se un trader ha comprato oppure se ha venduto, quali quantità ha negoziato e a quale prezzo.

Niente paura il modo c’è e te lo spego subito.

Il Time & Sales

Il Time & Sales è un altro potente strumento offerto dalle migliori piattaforme di trading online. Qui puoi vedere tutti i singoli scambi, le relative quantità e l’ora esatta in cui sono avvenuti. Puoi anche capire se una determinata quantità è stata acquistata o venduta.

Volumi di scambio nel Time & Sales 

In questo Time & Sales gli acquisti sono rappresentati in verde mentre le vendite sono in colore blu. In questo modo puoi cominciare a capire se in un dato momento la pressione degli acquirenti è maggiore di quella dei venditori. Ad esempio se vedi che ci sono molti acquisti e le quantità acquistate sono ingenti puoi pensare che il prezzo possa salire perché in quel momento la pressione degli acquisti sta superando quella dei venditori. Vale ovviamente il viceversa nel caso di forti vendite.

Sono sicuro che ti stai facendo una domanda. La stessa domanda che mi sono fatto io quando ho cominciato ad approfondire l’argomento dei volumi di scambio: come fai a dire che una certa quantità è stata acquistata e invece non è stata venduta?

Se ti sei fatto questa domanda sei già a buon punto. Infatti è vero che per ogni pezzo comprato c’è sempre un pezzo venduto.

In realtà dire che una quantità è stata acquistata e non venduta è solo una convenzione . Ogni volta che un trader acquista andando a comprare da una proposta di vendita (c.d ask o offer) che si trova nel book (nel nostro caso sul lato destro, ricordi?) classificherai questa operazione come operazione di acquisto. Mentre viceversa ogni volta che un trader vende andando a colpire una proposta di acquisto (c.d. bid), che si trova in paziente attesa di essere eseguita nel book (lato sinistro), potrai classificare questo trade come operazione di vendita.

Ovviamente capire a fondo queste dinamiche richiede molta pratica ma con un po’ di tempo e applicazione puoi raggiungere buoni risultati.

CONCLUSIONI

Se hai avuto la pazienza di leggere sin qui, ora hai una bussola per capire meglio le dinamiche del mercato basate sui volumi. Se lo desideri puoi approfondire l’argomento in questa pagina dove ti parlo del mio metodo per fare trading con i volumi di scambio.

Se anche tu, come me, sei convinto che siano le c.d. “mani forti” a muovere il mercato e se vuoi saperne di più, puoi leggere questo articolo dove ti parlo di questi operatori che hanno una potenza economica tale da essere in grado, in particolari momenti, di condizionare l’andamento del mercato.

Ho preparato per te anche un Corso di Trading con i Volumi di Scambio. Imparerai ad utilizzare il Volume Profile, erede del Market Profile di Peter Steidlmayer, il Delta Volume, il Cumulative Delta Chart e il VWAP. Si tratta di indicatori importantissimi, ormai indispensabili per affrontare il mercato con i nuovi strumenti che la tecnologia ti mette a disposizione e che ti consentono di capire quali sono le mosse delle “mani forti” per posizionarti dalla parte giusta del mercato.

Se è vero che “chi ben comincia è a metà dell’opera” partire dai video gratuiti che ho preparato per te è  sicuramente un ottimo inizio.

Buon Trading

Bruno Moltrasi

8 commenti su “Trading con i Volumi, tutto quello che devi sapere.”

  1. Su youtube o dal vero, ho spesso assistito a come i trader esperti decidano il livello e la direzione di entrata sul mercato solo guardando i volumi del book. Ma questo richiede un’esperienza e un “colpo d’occhio” che un principiante come me è ben lontano dal possedere…
    Esistono degli strumenti che possano rendere più facile questo metodo? Che possano renderlo “replicabile” anche per i trader meno esperti?

  2. Tutto molto interessante. Con queste metodologie si osserva il mercato con una prospettiva totalmente diversa!

  3. Massimiliano

    Articolo veramente interssante.
    Mi piacerebbe approfondire.
    Di primo acchito sembra un approccio totalmente nuovo che consente di acquisire un vantaggio ulteriore rispetto all analisi tecnica grafica.

    1. Bruno Moltrasio

      Ciao Massimiliano, l’approccio è sicuramente innovativo soprattutto qui in Italia mentre negli USA argomenti come il delta volume, cumulative delta chart e volume profile si trovano in qualunque forum di trading. In ogni caso è una metodologia che mira a farti avere un vantaggio probabilistico nel momento in cui apri un trade, dal momento che si basa sulla statistica. Continua a seguirmi!

  4. Tema molto interessante ed illustrato in maniera diretta ed efficace. Sembrerebbe lo strumento adatto per capire i movimenti immediati del mercato. Oltre i video corsi, servirebbero anche dei corsi dal vivo.

    1. Bruno Moltrasio

      Certo Dimitri, infatti dopo il video corso sono previste delle giornate di approfondimento in aula durante le quali non soltanto si chiariscono eventuali dubbi ma si affronta insieme un percorso per imparare a dominare l’ansia e la paura che affligge molti di coloro che si avvicinano al trading senza un approccio sistematico.

I commenti sono chiusi.

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