Il panico da Brexit.
Il risultato del referendum in Gran Bretagna sulla Brexit ha gettato letteralmente nel panico i mercati finanziari, con il nostro FtseMib che ha perso il 12% nella sola seduta di venerdì 23 giugno e gli altri indici europei, come l’Eurostoxx50 e il Dax30 che non sono stati da meno, registrando perdite percentuali nell’ordine del 10% circa.
Neanche dopo il fatidico attentato dell’11 settembre 2001 o con il fallimento della Lehman nel 2008 si erano registrate perdite così pesanti, con alcuni bancari affossati da perdite di circa il 20% in una sola seduta. Paradossalmente l’indice che ha perso meno è stato proprio il Ftse100 inglese che se l’è “cavata” con un secco -3%. Una perdita ridicola se paragonata a quella degli altri indici europei.
Inutile ora ricordare che “ve l’avevo detto”… era da due settimane che consigliavo di mettersi flat e di affrontare la decisione sulla Brexit con il portafoglio flat; oppure di adottare delle strategie di copertura, come vendere short un future o ancora comprare delle opzioni put a copertura dei titoli in portafoglio.
E ora che fare?
Ora occorre guardare avanti. Al dopo Brexit. Certo, per chi non ha seguito questi consigli il danno è fatto ma non è detto che non sia rimediabile e, in ogni caso, si può sicuramente fare qualcosa per non aggravarlo. Cominciamo con il dire che, al di là di tanti ragionamenti macroeconomici (qualsiasi rubrica senti in TV o leggi in internet è catastrofica al riguardo delle conseguenze anche per i giorni a venire) a mio avviso non bisogna farsi prendere dal panico.
Chi è rimasto con i titoli in portafoglio ha ancora la possibilità di coprirlo ora, ancora una volta andando short su un future (Eurostoxx50 o FtseMib) dosando bene il controvalore della copertura si potrebbe lasciare una coperta corta o lunga a seconda se si pensi che il mercato possa scendere ancora (nel qual caso vado short su un controvalore maggiore di future) oppure rimbalzare nell’immediato (e allora posso attendere il rimbalzo per coprire il portafoglio oppure coprirlo solo parzialmente). La sfera di cristallo non l’abbiamo ma una cosa è certa: sui mercati si ballerà ancora un po’ dunque è bene prepararsi ad una certa volatilità.
Quanto durerà il ribasso?
Come dicevo non abbiamo la sfera di cristallo ma possiamo dire la nostra dal punto di vista tecnico. Partiamo dall’indice di casa nostra che è ormai molto vicino al target che la nostra Agata, con i suoi calcoli basati sulla tecnica di Elliott (la stessa che insegna nel suo videocorso) aveva dato in tempi non sospetti, ovvero quei 15.500 / 15.000 punti, area che, oltre a costituire un target calibrato con le estensioni di Fibonacci, rappresenta anche un supporto di una certa importanza. Dunque la strada al ribasso, seppure ancora potenzialmente aperta, troverebbe un primo sbarramento proprio in questa area supportiva. Ma lo stesso dicasi per Dax ed Eurostoxx, ormai anch’essi vicini ad aree di supporto piuttosto importanti.
Non dobbiamo poi trascurare il fatto che i governi e le banche centrali si stanno attrezzando per fronteggiare la “crisi” e dobbiamo aspettarci qualche comunicato “salva mercati” da un momento all’altro. Poi, naturalmente, occorrerà verificare come la prenderanno i mercati. Ma la parola d’ordine, al momento, è “niente panico”. Fronteggiare la situazione per i prossimi giorni attuando nel caso le coperture necessarie per chiuderle non appena si avrà una reazione positiva dei mercati.
Il nuovo referendum in Gran Bretagna
Credo sinceramente che chi ha votato a favore della Brexit si stia ora domandando se sia stata una decisione saggia. Non meraviglia infatti che una petizione in Gran Bretagna per un nuovo referendum sulla Brexit abbia già raccolto, in neanche tre giorni, quasi tre milioni di firme! Anche se, francamente, ritengo improbabile (ma non impossibile) un secondo ritorno al voto popolare sulla Brexit, si tratta di una petizione che ha tutte le carte in regola, dal punto di vista dei numeri, per essere presa in considerazione dal Parlamento inglese.
In conclusione, a chi è rimasto imbrigliato nelle posizioni non resta che consigliare di mantenere la massima lucidità e non vendere a occhi chiusi qualsiasi azione sparando nel mucchio. Una serena valutazione dei fondamentali dei titoli in portafoglio, meglio se condotta con l’aiuto di un esperto del settore, potrà aiutare a selezionare quelli con potenziale di ripresa (da eventualmente mantenere in portafoglio) da quelli che invece non hanno immediato spazio di recupero o potrebbero faticare più degli altri, come ad esempio tutti quei titoli il cui business è legato a doppio filo con l’economia britannica. Titoli, questi, che senz’altro sarebbe bene liquidare magari approfittando del primo rimbalzo delle quotazioni, che tutti, indistintamente, ci auguriamo arrivi prima possibile. Nel primo gruppo possiamo ad esempio annoverare titoli come Tenaris e CNH ad esempio, oppure ancora Luxottica, che venerdì hanno aperto in gap down ma hanno retto bene i supporti chiudendo sui massimi di seduta. Mentre, come è ovvio, dobbiamo mantenere una view negativa, nonostante le ingenti perdite, sui titoli bancari fatta eccezione soltanto per Intesa San Paolo che ha trovato appoggio su un supporto importante. Il cui cedimento, peraltro, imporrebbe di liquidare il titolo senza ulteriori remore in attesa di rientrare in tempi migliori.
Buon Trading!
Bruno Moltrasio