Paura e Avidità: i due nemici del trader

Uno dei principali problemi del trader una volta aperta la posizione è capire dove prendere profitto. Si tratta di un problema di non poco conto almeno pari a quello del posizionamento dello stop loss che, pe ri non addetti ai lavori, è il livello raggiunto il quale l’operazione va chiusa in perdita allo scopo di preservare il capitale.

Dunque siamo a due poli opposti: dove chiudo l’operazione in profitto e dove la chiudo in perdita, sono due delle domande (forse le più importanti) che il trader deve sempre farsi nel momento in cui decide di aprire una operazione sul mercato.

Cominciamo infatti con il dire che, ameno in massima parte e salvo incidenti di percorso, bisognerebbe sempre sapere in anticipo dove chiudere l’operazione nel bene (target) o nel male(stop loss) questo al fine di evitare blocchi psicologici e immobilismo dovuto ad improvvisi e inattesi movimenti del mercato.

Se non ho preventivato dove uscire, ben difficilmente avrò la prontezza di chiudere in profitto una operazione in caso di una improvvisa impennata dei prezzi; peggio ancora, ben difficilmente mi chiuderò in perdita nel caso di una brusca accelerazione dei prezzi al ribasso.

Si tratta di situazioni che, seppure non frequenti, capitano piuttosto di frequente sui mercati in seguito a notizie inattese, positive o negative.

Detto quindi che è sempre bene posizionare anticipatamente i propri stop e target sul mercato v’è da aggiungere che paura e avidità giocano un ruolo determinante nelle performance (negative) del trading.

Questo, almeno, è quanto ho avuto modo di appurare personalmente sulla mia pelle e quanto mi risulta dai racconti di altri amici trader (e di miei allievi)

Sono certo che anche a te sarà capitato almeno una volta di provare queste emozioni se è da qualche tempo che ti dedichi al trading.

Prendere profitto troppo presto vuol dire farsi dominare dalla paura di perdere; spesso il trader si accontenta di rosicchiare qualche spicciolo al mercato per la paura di vedersi “rimangiare” tutto il (seppur) modesto guadagno accumulato, raccontando a se stesso che accontentarsi di un profitto seppur poco consistente è sempre meglio di restituirlo al mercato.

Il ragionamento sarebbe corretto e accettabile in una operatività dove le operazioni vincenti sono molto più numerose di quelle perdenti a patto che poi, complessivamente, il rapporto tra guadagno medio e perdita media non sia inferiore a uno.

Ma sappiamo bene che così non è, almeno normalmente non è così.

Sfruttare al meglio i trade in guadagno è quindi essenziale se si desidera fare del trading una professione profittevole. Uscire troppo presto da una operazione in profitto vuol dire vanificare una buona opportunità senza sapere se il prossimo trade sarà altrettanto buono.

Per converso, uscire tardi da una operazione in profitto vuol dire lasciarsi ingolosire dalla possibilità di realizzare il trade dell’anno. Spesso questa avidità è generata dalla pigrizia di dover ricominciare tutto daccapo una volta chiusa l’operazione: esaminare ancora i grafici per trovare un nuovo punto di ingresso, ricalcolare stop e target etc.

In questi casi stranamente l’avidità prende il sopravvento sulla paura di restituire al mercato il guadagno che si sta concretizzando sotto i propri occhi.

Occorre trovare il giusto equilibrio tra paura (è giusto provarla perché ti protegge dai disastri) e avidità (è corretto comunque aspirare a guadagni che ripaghino la fatica spesa sui mercati).

Chiaramente si tratta di emozioni che si provano sulla base di esperienze passate: ho chiuso troppo presto e poi il mercato è esploso nella mia direzione e avrei guadagnato molto di più, per cui la prossima volta tenderai ad essere avido per non cadere nella stessa “trappola”. Oppure non ho chiuso quando ero abbondantemente in guadagno (per avidità) e la prossima operazione la paura prenderà il sopravvento facendomi chiudere prematuramente un trade che avrebbe questa volta portato a profitti ben più consistenti.

Come uscirne?

Il modo c’è ed è quello di considerare ogni operazione come unica ed irripetibile: il nuovo trade è un trade nuovo, con una sua autonomia e completamente scollegato dal precedente.

Dunque: sei uscito presto e non hai ottenuto tutto il profitto che il mercato ti avrebbe potuto procurare? Poco importa, archivia questa operazione e pensa alla prossima in modo indipendente dalla precedente; il mercato non sa quello che stai facendo, non ti vede nel book, se ne infischia se hai guadagnato tanto, poco o se hai perso soldi. Ogni operazione conta per una operazione, una sola e soltanto una.

Altro suggerimento è quello di pianificare ciascuna operazione in tutti i suoi aspetti: livello di entrata, target e stop loss; altrettanto importante è usare un trailing stop (ne parleremo più avanti). Una volta pianificata l’operazione attieniti al piano di trading senza mai sgarrare per nessun motivo.

Come dico sempre ai miei studenti, il metodo migliore è impostare i livelli di uscita direttamente sulla piattaforma di trading e non seguire più l’operazione. Il peggio che può succedere è incassare la perdita che tuttavia avevi già preventivato e accettato.

Della accettazione della perdita parleremo prossimamente perché anche questo è un aspetto molto importante per essere vincenti nel trading

Stay tuned.